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Gli enti del terzo settore

di Alice Vindimian – CTS SEAC

Il 10 maggio scorso l’Istat ha presentato i primi risultati provvisori, relativi al 2021, del Censimento permanente delle istituzioni non profit (Inp), che ha coinvolto un campione di centodiecimila unità. 

Le istituzioni non profit, parte del terzo settore, attive in Italia sono state 363.449 (+0,2%) e hanno impiegato complessivamente 870.183 dipendenti (+1,0%). Hanno una distribuzione territoriale piuttosto concentrata: oltre il 50% è attivo al nord, il 22,2% al centro, il 18,2% al sud e il 9,4% nelle isole. 

La forma giuridica più utilizzata è quella dell’associazione (85,2%). Quanto ai settori, quello dello sport raccoglie il 32,9% delle istituzioni non profit, seguito da quelli relativi alle attività culturali e artistiche, attività ricreative e di socializzazione e assistenza sociale e protezione civile. 

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Nel 2021 il 72,1% delle Inp si è avvalsa dell’attività gratuita di quasi cinque milioni di volontari. 

Ma quali sono nello specifico gli enti del terzo settore?

Secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 117/2017 gli enti del terzo settore sono le organizzazioni di volontariato (Odv), le associazioni di promozione sociale (Aps), gli enti filantropici, le imprese sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso (Soms), le associazioni, le fondazioni.

Non rientrano, invece, in tale categoria le pubbliche amministrazioni, i partiti politici, i sindacati, le associazioni professionali e di categoria. 

Analizziamo ora nel dettaglio le varie tipologie di enti, valorizzandone le peculiarità.